Questioni di prospettiva |
La verità, così come la realtà, dipende dalla prospettiva. |
Un bel po’ di anni fa, una ventina a occhio e croce, quando abitavo in Brasile, dopo una giornata abbastanza concitata e piena di impegni durante la quale non avevo avuto tempo di mangiare mi scappò detto “ho fame”.
Un caro amico italiano che viveva in Brasile già da molti anni - Irmão Toni - mi redarguì per aver usato quell’espressione e ne nacque un dibattito interessante, nel quale vennero coinvolti alcuni ragazzi della comunità. Uno di loro - non ricordo chi, e mi dispiace averlo dimenticato - disse una frase che mi colpì molto e rimase incisa nella mia coscienza: “fome é quando você não sabe se vai comer, quando vai comer, o que vai comer” (fame è quando non sai se mangerai, quando mangerai, cosa mangerai).
Da allora ho smesso di usare la parola “fame” riferita a me stessa. Io so che mangerò, posso prevedere quando mangerò e posso scegliere cosa mangerò. Al massimo posso avere appetito, un languorino, un buco allo stomaco, voglia di mangiare, un calo della glicemia. Fame, no. Grazie al cielo non la conosco.
Le parole sono importanti…
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